Contrattacco Blitz di Franco Alfieri
La fine dell’ottobre 2020 vede il “botto” nella situazione politico amministrativa.
La molto ufficiale ed abbottonata stiletv ne racconta così il prologo: “Strappo con strascichi velenosissimi nella maggioranza consiliare di Capaccio Paestum tra il sindaco, Franco Alfieri, ed il presidente del Consiglio comunale, Emanuele Sica.
SI INTROVOLA LA SITUAZIONE POLITICO AMMINISTRATIVA CAPACCIO-PAESTUM
A sgretolare la fiducia del primo cittadino un’accusa grave, pesantissima per chi riveste il ruolo di garante del consesso civico: l’aver ordito un complotto alle sue spalle per sfiduciarlo.
A riferire al sindaco il presunto tentativo di far decadere anzitempo l’Amministrazione comunale sarebbero stati stamane tre consiglieri, sondati dallo stesso Sica per raggiungere ed apporre le nove firme necessarie davanti al notaio.
Confessioni che svelano trame tutte da dimostrare, ovviamente, ma sufficienti ad innescare uno sdegno tale, in Alfieri, da indurlo a pubblicare questa mattina un post sibillino sul suo profilo Facebook, che recita testualmente: “La saliva è utile, preziosa per sprecarla! Le mele marce con le mele marce.
La serpe in seno con i serpenti.
Noi a lavoro per la città!”.
Una dichiarazione pubblica che non lascia spazio ad interpretazioni ed ha scatenato, all’ombra dei Templi, la caccia al destinatario delle durissime invettive.
Messaggi decriptati quando si è sparsa la voce di un alterco diretto tra Alfieri e Sica avvenuto proprio in municipio, culminato con un ‘energico’ invito del sindaco al presidente del Consiglio civico di uscire dal suo ufficio, sulla cui porta è stato poi apposto addirittura un cartello con la scritta: “Ingresso vietato ai serpenti”.
SPUNTA POI UN “DOCUMENTO” Sfiducia al presidente del consiglio comunale di Capaccio Emanuele Sica.
A firmarla sono i consiglieri comunali Stefania Nobili, Igor Ciliberti, Antonio Mastrandrea, Antonio Di Filippo, Antonio Scariati, Angelo Quaglia, Giovanni Cirone, Ulderico Paolino, Angelo Merola, Pasquale Accarino e degli assessori Maria Antonietta Di Filippo, Ettore Bellelli, Gianfranco Masiello, Mariarosaria Picariello e Fabio Scariati.
L’unico astenuto è Fendo Maria Mucciolo che, si apprende, “non era presente al momento della sottoscrizione del documento per motivi personali”.
A margine del documento, i firmatari precisano che “è venuta meno la condizione per la permanenza del consigliere Emanuele Sica nel gruppo stesso” un documento ufficiale della maggioranza, dunque, che di fatto isola il presidente del Consiglio comunale Emanuele Sica incrinando senza giri di parole il suo ruolo di garante del consesso civico, rafforzando di contro la leadership politico-amministrativa del primo cittadino Alfieri.
Riportiamo integralmente, stralci dal testo del comunicato.
“L’Amministrazione Alfieri è pienamente operativa sul piano politico ed amministrativo, con lo sguardo rivolto al preciso obiettivo di dare attuazione al programma di governo condiviso in campagna elettorale.
A poco più di un anno dall’insediamento, grandi traguardi sono già stati raggiunti.
(…) Ebbene, nel mentre il Sindaco e l’Amministrazione Comunale erano, e sono, ininterrottamente impegnati nel raggiungere gli obbiettivi prefissati, oltre che a raccogliere le sollecitazioni e i bisogni di tanti cittadini che ogni giorno si recano al Municipio, anche solo per ricevere una parola di conforto e di umanità, soggetti estranei alla compagine amministrativa, nella migliore delle ipotesi mossi dall’invidia pertutto quanto viene pensato e realizzato, cercavano, vanamente, di creare malcontento nell’opinione pubblica e finanche tra alcuni esponenti della maggioranza consiliare.
(..) Ciò che meraviglia, però, è che, negli ultimi tempi, forse uno strascico della recente campagna elettorale delle regionali, il Presidente del Consiglio si sia lasciato coinvolgere in tali manovre, che sicuramente travalicano il Suo ruolo Istituzionale.
(..) I sottoscritti, in conseguenza, dichiarano che è venuta meno la condizione di permanenza del consigliere Emanuele Sica nel gruppo di maggioranza ‘Concretezza e Stabilità’.
Poi accade che la discussione “deflagra” e Stiletv.
gli darà correttamente spazio.
Parla prima Emanuele Sica poi segue Nino Pagano .
”ALFIERI SE E’ STATO INTIMIDITO VADA SUBITO A DENUNCIARE
” “Vada subito in Procura, informi subito i carabinieri.
Alfieri dice di aver percepito un clima di ricatti, veti, ed anche altro.
Non posso non crederci.
Ma se è così deve reagire.
Nei modi più forti ed efficaci possibili.
Poi renda noti i fatti che sa, non si chiuda nel suo ermetismo”.
Sceglie anche la platea televisiva dell’emittente stiletv, il presidente del consiglio comunale, Emanuele Sica, per la sua “difesa”.
“Niente ho fatto, non mi devo difendere da niente.
Io la sera sto a casa mia o mi trattengo al lavoro.
Non sono il tipo da movida.
Non vado in pizzerie o bar per tramare.
Sono fatto così di carattere e poi sono un lavoratore autonomo a partita iva, se non lavoro io nessuno produce al posto mio.
L’unica eccezione la faccio per il mio impegno istituzionale.
Sono grato ai cittadini che mi hanno votato, sono contento di dedicarmi all’impegno per la mia città.
e va bene anche sottrarre tempo alla mia famiglia e al mio lavoro.
Ma solo per questo.
Alfieri mi accusa ma non porta le prove, già non ce ne sono.
Non vedo Pagano da due anni, figurarsi d’Angelo… “.
Ma non devo giustificare niente.
“Io sono quello che quando la Dia, l’antimafia, andò dal sindaco l’ho subito raggiunto per essergli solidale, a quel tempo ho saputo che altri brindavano… Franco, spiegami”.
Il conduttore della trasmissione continua a mantenere il suo canovaccio vagamente inquisitorio, ma Emanuele Sica non fa una piega.
“Sono abituato a svolgere la mia azione politica alla luce del sole ed in maniera tranquilla.
Non so da cosa mi devo difendere, al massimo su qualche questione ho fatto sempre in maniera privata e non pubblica qualche domanda al sindaco.
Sono anche io consigliere che vota in consiglio e mi piace farlo in tutta coscienza.
Voglio dormire la notte e non avere tormenti durante il sonno”.
Poi si arriva alla questione delle elezioni regionali.
Qui Alfieri prese la via del sostegno verso Nino Savastano ed Emanuele Sica si orientò per Luca Sabatella, consigliere comunale di opposizione ma non tra i più accesi.
“Luca è mio amico da sempre.
Mi comunicò la candidatura tra i socialisti e, informalmente, mi chiese una mano.
Subito non gli garantii niente.
Prima andai a dire ad Alfieri, che certo non mi incoraggiò ma neanche mi stoppò.
Poi Sabatella era con De Luca, tutto ok con l’intera coalizione.
Averlo in consiglio regionale sarebbe stato un valore aggiunto per la nostra città.
Altri consiglieri hanno scelto addirittura altri candidati presidenti e non mi risultano reazioni”.
Come si colloca oggi rispetto al sindaco Alfieri: “Prendo atto di un rapporto umano compromesso.
E’ andato ben oltre il noto post su facebook che tutti conoscono.
Lo posso ormai considerare un eufemismo.
Mi ha fatto trovare i cartelli con il divieto d’ingresso ai serpenti sul comune.
Mi ha organizzato un processo in contumacia con condanna preventiva.
Non accade neanche nei peggiori regimi… “.
Il conduttore lo invita a cercare di darsi una spiegazione.
Emanuele Sica ci pensa e la mette così.
“Vedo il sindaco, soprattutto negli ultimi tempi, particolarmente nervoso.
Se vede un capannello di consiglieri che parlano immagina trame e complotti… “.
Si sente di dargli un consiglio: “Chiuda questa triste vicenda.
Dimostri più calma e capacità di empatia con i compagni di avventura politica.
Non diventi preda di pettegolezzi che gli vengono riferiti ad arte.
Mi rendo conto che forse è carattere ma le belle cose che questa amministrazione sta facendo potrebbero giovarsi dalla forza del nostro gruppo”.
L’ANALISI DI ENZO SICA Le fila sono serrate, un lungo applauso al sindaco Alfieri, il dissenso ricacciato indietro, anzi mai ufficialmente esploso.
Si conclude così l’operazione di verifica sulla tenuta della maggioranza che amministra il comune.
Non ci crede alla versione ufficiale ed accomodante, Enzo Sica, ex sindaco e consigliere comunale in carica.
“In sostanza Alfieri ha detto ai suoi che il maiale è tutto suo ed ha deciso di ammazzarlo per la coda”, ricorre ad un vecchio adagio quando lo chiamiamo a giudicare il momento politico della città dei templi.
Sica se ne intende di ribaltoni, ne subì uno nel 2007, dopo due anni e mezzo di sua amministrazione.
“Un vecchio copione che si ripete.
I telecomandi che minano alle amministrazioni di Capaccio, non si scaricano mai.
Cambiano gli operatori, ma i mezzi sempre quelli.
Il malessere poi emerge da sempre nel preciso istante in cui il coro dei fans urla graniticità e forza spavalda.
Ecco appunto la spavalderia la vera nemica della crescita civica e ne vedo praticata senza contegno e senza misura”.
Non è contento Sica di ciò che si sta creando.
“Il momento non giustifica proprio nulla, nemmeno la volgarità di una sputazzata negata: una vera precipitazione di stile.
[Ci si riferisce al crudo post sui social direttamente scritto da Franco Alfieri e rivolto ai suoi ignoti contestatori] La gravità sociale e sanitaria del momento impone dice Sica atteggiamenti di maturità, di apertura e di coinvolgimento civico.
Ci guarda un paese alla vigilia di un lock down vivrà momenti di tensione e sacrificio.
Oggi la politica deve volare alto.
Sono incommentabili le gare sul chi comanda o il vellicare le ambizioni di giovani consiglieri comunali, tra l’altro eletti con l’opposizione, che vengono usati come clava contro chi ha solo osato far votare per un capaccese alle scorse elezioni regionali.
Io ci vedo una a piramide che mostra segni evidenti di cedimento.
Alfieri rifletta e non si affidi ai diktat o al silenzio imbarazzato imposto a certi protagonisti”.
Delle amministrazioni che implodono dall’interno è ricca la storia di Capaccio.
Non solo Sica nel 2007 ma anche Pasquale Marino nel 2011, dopo 4 anni e 7 mesi.
Brucia ancora l’oltraggio inferto a Franco Palumbo nel 2018, dopo appena 1 anno e 5 mesi.
Ristabiliti i rapporti di forza interni ora Alfieri potrebbe fermare la sua prima intenzione che era quella di sfiduciare Emanuele Sica, attuale presidente del consiglio, colui che ha osato rivendicare autonomia.
E’ sempre pericoloso e infido tornare nell’assise, e a voto segreto imporre un nuovo nome.
E troppi pochi mesi sono passati da quando Alfieri commentava così il passaggio nelle maggioranza di Quaglia e Paolino: era il 16 giugno 2020 e diceva: ”Si tratta di due giovani che non hanno responsabilità delle precedenti gestioni, accomunati dal fare qualcosa di positivo per la loro città.
Il passaggio è stato spontaneo, senza trattative o cariche da assegnare” NINO PAGANO Nino Pagano: “Io scacciato in malo modo dal municipio didato ma che Alfieri gli avevo permesso di fatti di vincere.
Adesso dice altre cose ma la verità è che gli facevo ombra anche semplice cittadino.
Gli vorrei dire una cosa, a quattr’occhi se mi permettesse di avere ancora un rapporto personale con lui.
A Capaccio le cose non funzionano così, c’è una civiltà del confronto politico che non ci può mettere sotto i piedi.
Il sindaco è un padre di famiglia non un padre padrone”.
Pagano poi torna ad indossare i suoi panni di esperto e rivela particolari inediti dello scenario politico.
“Già alla fine del 2019 c’erano fibrillazioni nel gruppo consiliare di maggioranza.
Sono arrivati al punto di prospettare informalmente a Enzo Sica il ruolo di presidente del consiglio comunale.
Ora lo sventolano verso qualcuno dei nuovi arrivati.
Ma Emanuele Sica, che è inattaccabile e di uno spessore morale e politico di tutto rilevo, è l’osso più duro che potessero trovare.
Poi Emanuele e Sabatella sono i veri vincitori delle elezioni regionali a Capaccio.
Loro due hanno preso oltre milletrecento voti, il sindaco e l’intero gruppo consiliare hanno portato a Savastano meno di mille voti.
Vuoi vedere che è questa oggi la vera colpa di Emanuele Sica?”.
Pagano va anche ad alzo zero sui sventolati successi del primo anno dell’amministrazione Alfieri: “Facile fare così.
Caricando oltre venti milioni di euro di debito sul groppone dei capaccesi”.
E pronostica: “Già vedo al lavoro gruppi ed associazioni che s’immaginano che la storia di Capaccio Paestum non inizia e non finisce con Franco Alfieri”.
Nei prossimi giorni sono attesi altri sviluppi

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