
“Paestum, 1950. Mia madre ha trent’anni, tiene in braccio mio fratello Walter. Di lato, le sorelle Anna e Lilla. Questa foto, scattata da un autentico artista (Giuseppe Vivolo), resta l’unica immagine che mi dà testimonianza della sua gioventù. Diversamente, avrei dovuto soltanto immaginare come potesse essere nei suoi anni verdi, giacché da quando sono nato, l’ho sempre vista come una donna molto matura, lontanissima dal poter essere considerata una ragazza, o una giovane madre. Nel migliore dei casi, mi è apparsa una signora di mezza età, mai giovanile, anche se dialetticamente scattante. Quando vidi per la prima volta questo vecchio scatto, associai la sua figura a quella di un’attrice americana del cinema muto. Mentre, nella sua posa, scorsi l’atteggiamento di una donna risoluta, leggermente spavalda, fiera e con un non so che di “selvaggio”. Oggi, ha 101 anni, e, osservando il suo talento centenario di “donna d’altri tempi”, ho capito che non le condizioni estremamente vantaggiose e favorevoli, i comfort di ogni tipo e una iperprotezione garantiscono la longevità, ma nei difetti (indispensabili), intrecciati bene alle virtù (necessarie), sta l’elisir di lunga vita.“

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