8 maggio 2018 ·
L’ultima cena nel refettorio del Convento “Sant’Antonio” di Capaccio Capoluogo, opera settecentesca di Giuseppe Rubini.
” Giuseppe Rubini era un giovane pittore pugliese proveniente da Molfetta che, nei primi anni del 700, iniziò a contraddistinguersi come uno degli allievi più promettenti della bottega del Solimena a Napoli.
Quando al Solimena furono commissionati gli affreschi nella chiesa madre di Capaccio, e dopo continui ritardi di inizio lavori dovuti ai tantissimi imp
egni del maestro, il giovane Rubini propose di affrescare lui la chiesa, chiedendo di essere pagato solo se l’opera compiuta fosse stata gradita ai committenti.
Iniziò così a lavorare agli affreschi e, durante i lavori, conobbe una giovane donzella di Capaccio che era solita frequentare la chiesa. Se ne innamorò, la sposò, ebbe da lei dei figli e…”
(Il virgolettato è di Domenico Tanza
la foto di Mariella Guglielmotti)

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