Ventotene ?

Enzo Di Sirio
Leggo molti commenti di politici, intellettuali e di noi opinionisti da Bar Sport sul famigerato Manifesto di Ventotene.

Mi sorge il dubbio che quasi nessuno lo abbia letto per davvero e sia tutto un opinionare sul fumo altrui.

È stato giustamente detto che il Manifesto ha una matrice idealistica,perché nato in un preciso contesto, quello dell’isola di Ventotene, dove erano al confino numerosi antifascisti, ed in un preciso momento storico quello dell’Europa dilaniata dalla guerra.
Ma in sostanza questa tensione etica è questa visione politica non era affatto un mero sogno o un errore della storia, semmai l’orrore lo sono stati i mille anni di guerre ininterrotte tra gli stati europei per la supremazia sul continente.

La creazione della CEE è delle altre istituzioni europee, nel contesto della guerra fredda, ha unito paesi da sempre antagonisti come la GB, la Germania e la Francia in un sistema di cooperazione economica, che doveva portare ad una confederazione degli stati europei (che è cosa diversa da federazione).

Il sistema ha funzionato spostando la competizione tra gli stati europei dal piano politico e militare a quello economico.

Poi però vi è stato il grande passo falso.

Con la nascita dell’UE l’Europa più che seguire il modello di Ventotene pare si abbia invece scelto quello della Paneuropa di Kelergi, che teorizzava una Europa a guida tecnocratica.
Invece di rendere finalmente democratiche le istituzioni europee, ci si è ispirati a Kelsen e al suo primato della burocrazia e dei leader politici sui popoli e la loro reale volontà.
Quegli strumenti normativi che i trattati europei fornivano alle istituzioni europei, da semplici strumenti di armonizzazione tra i diversi sistemi nazionali, sono diventati invece strumenti direttivi invasivi anche delle prerogative nazionali.

Addirittura si è arrivati a teorizzare la supremazia delle fonti di diritto europee su quelle nazionali, a cominciare dalle costituzioni nazionali.
Così una riforma costituzionale in Italia rende quelle fonti addirittura superiori alla nostra costituzione,  mentre in Germania prima il suo parlamento,  poi la sua corte costituzionale ribadiscono la superiorità della costituzione tedesca quale fonte a quelle derivanti dai trattati internazionali istitutivi dell’Unione Europea.

Insomma oggi l’Europa,  anche nel farsi prolungamento della Nato, quale strumento d’ingresso al sistema occidentale dei paesi dell’est Europa, è quanto di più lontano di quanto esista dall’Europa del noto Manifesto.

Gli europeisti della nota piazza di qualche giorno fa sono quindi quanto di più lontano possa esserci dall’Europa sognata da Spinelli e gli altri, ma attenzione anche a chi altrettanto cialtronamente vuole demonizzare quel Manifesto, perché per piccoli calcoli di bottega non si accorge che ha sposato gli interessi del grande fratello d’oltreoceano,  che non vuole un Europa Unita, perché potrebbe diventare un’altra ingombrante potenza sullo scacchiere mondiale.
Meditiamo gente.

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