Lauro e Monticello

Gaetano Puca

Capaccio capoluogo ZONA LAURO e MONTICELLO

Il termine deriva da Laure = Cella dei monasteri dei Basiliani che in seguito al fenomeno dell’iconoclastia vennero anche nel Cilento e a Capaccio. In questa zona evidentemente vi dovette essere un monastero dei Basiliani.
Bisogna inoltrarsi per la discesa accanto alla fontana dei delfini, si nota il lavatoio pubblico.
Si giunge al Palazzo Bellelli, offerto al comune per l’asilo infantile.
Accanto alla fontana di ghisa una strettoia al di sotto di un archetto, ci porta al rione Monticello.
RIONE MONTICELLO
La fonte pubblica una volta costituiva il luogo d’incontro tra i giovani. Le ragazze si recavano alla fonte per raccogliere l’acqua e portarla in casa per soddisfare il bisogno.
Il lavatoio pubblico serviva per lavare la biancheria. Il lavatoio costituiva il salotto delle donne. Si discuteva e si facevano gli inciuci.
Notasi i portali con stemma vescovile, con nappe negli stipiti con le scale e la pavimentazione in pietra.
A sinistra vi è una chiesetta collegata al palazzo De Marco ove oggi vi è l’hotel Il Castello.
Vi è il palazzo Tanza con stemma di famiglia sul portale d’ingresso che si presenta bugnata e l’androne è a cielo aperto. (Una volta Palazzo Forlani)
Seguono una serie di finestre, con davanzali in pietra e una serie di ingressi e portali di antichi palazzi di famiglie nobili come Beccuto. Vi è la piazzetta denominata S. Francesco con un portale della famiglia Sabia con torretta dalla quale si ha una vista sul mare. La torretta fungeva da postazione di controllo.Vi è da notare anche il portale con elementi decorativi nella base.
Da questa piazzetta si deve risalire e tornare nel rione Lauro.
Monticello è il luogo ove i Capaccesi si rifugiarono all’indomani della congiura perpetrata contro Federico II da parte dei baroni locali nel 1246. In tale occasione Capaccio, sito sul Monte Calpazio, fu abbandonato e i capaccesi preferirono questo luogo.
Nel tratto di strada disabitato che va da Monticello al Lauro si può notare a sinistra degli ulivi secolari,(uno è detto ulivone) di fronte si vede il terrazzo dell’ex asilo infantile con il campanile di piazza orologio.
Dopo aver osservato l’archetto continuando per circa 20 metri si trovano a destra l’ingresso del palazzo Maida (famiglia distinta del paese ora estinta), e a sinistra una stradina che conduce alla piazzetta dell’ex asilo infantile.
In questa piazzetta confluiscono 5 strade, bisogna incamminarsi per la stradina a destra del portale dell’ex asilo.
Servendosi di detta strada o di altre stradine si possono attraversare diversi archi che collegano le abitazioni. Si notano ancora portali e ci s’immette su via Vittorio Emanuele e giungere in Piazza Tempone.

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