Oscar Nicodemo
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L’Oasi Dunale di Paestum, gestita da Legambiente, resta, per me, affetto da misantropia galoppante, uno dei pochi luoghi frequentabili della stagione estiva, ben al di là dell’affezione e dei ricordi che mi legano a quest’area. Se poi l’occasione per recarmici mi viene data da uno spettacolo eseguito dall’amico Sil, l’ottava nota, tanto meglio. Lui, che si chiama Silvestro Capo, è davvero un gran bell’attore, nel senso che in scena riesce a farsi maschera e a proferire parole, cadenzate, sussurrate e innalzate di un’ottava, per oltre un’ora. “Sproloquio e Canto” è il titolo della sua performance, ma tutto quello che dice è pura logica di chi non tace, toccando qui e là, tirando fuori ora questa ora quell’altra lettura, che non assurgono a citazioni, men che meno a riferimenti culturali, in quanto vengono a rappresentare veri e propri innesti botanici in una flora argomentativa che danza al vento e in seno all’aria. E ho riso intimamente, come non mi succedeva da tempo, quando Sil, oltre le forme immutabili di Platone, il sistema metafisico di Plotino e gli stilèmi della cultura vedica e tanto altro ancora, ha tirato fuori il Barone di Münchausen, che in una delle sue inverosimili narrazioni, racconta il suo uscire incolume dalle sabbie mobili tirandosi fuori per i propri capelli.
E alla fine mi son detto: che bello avere un amico tanto bravo!

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