Il coordinamento di un museo, si sa, è fatto di persone. Oggi vogliamo raccontare di un evento che non scalfì un territorio ostile e, ancora oggi, inconsapevole dell’importanza che lo vide protagonista nell’estate del 2005 ma che segnò profondamente chi fu coinvolto nella sua organizzazione.
L’antica cinta muraria di Paestum vide la presenza delle opere del Maestro Arnaldo Pomodoro, figura di spicco indiscussa della scultura contemporanea, in una mostra davvero potente.
Il progetto fu realizzato con enormi difficoltà ma con la consapevolezza che l’arte ha la capacità di ripagare gli sforzi in un solo modo: arricchendo le nostre vite di grande emozione. Pomodoro affermava che: “La scultura, quando trasforma il luogo in cui è posta, ha veramente una valenza testimoniale del proprio tempo, riesce ad improntare di sé un contesto, per arricchirlo di ulteriori stratificazioni di memoria.”
Senza null’altro da aggiungere e felici di aver attratto tante persone ad ammirare le sue opere in dialogo con l’archeologia, finalizzando quello che era il suo intento artistico, diamo addio al Maestro con immensa gratitudine.
Arnaldo Pomodoro e Paestum

Lascia un commento