di Roberto Paolillo
Il dono di Bruno Bambacaro lo compresi un giorno che andai a prendere informazioni sui flussi turistici di Paestum all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo e lui disegnava in modo scorrevole e naturale, senza sforzo, con la sua mano felice, una delle splendide immagini della “Paestum Minore”, quei segni del passato che ancora esistevano sul nostro territorio, bufalare, masserie, sorgenti, alberi, paesaggi…
Minori rispetto ai templi dorici, ma essenziali per conoscere e mantenere viva la memoria dei luoghi, dei personaggi, di come si viveva in questo territorio, per comprendere noi stessi.
Entrò un operatore turistico adombrato per qualche motivo e, quando se ne andò, Bruno disse una parola e fece un gesto che rappresentava completamente il personaggio.
Rimasi affascinato da quella singolare capacità di sintesi.
Lo conoscevo già da quando creava enormi sculture per i carri allegorici del carnevale, dalla volta che nel ‘75 con la prima associazione degli albergatori organizzammo e allestimmo il primo stand all’International Tourist Bureau a Berlino e realizzò una colonna e un capitello quasi a grandezza naturale di cartapesta. Cominciai a frequentarlo quasi tutti i giorni accolto affettuosamente dalla sua famiglia.
Negli anni 90 con Emanuele Greco demmo il via alla Fondazione Paestum e in seguito fummo membri della Commissione Toponomastica di Capaccio…
Ecco che sorge quindi l’invito al Presidente
della BCC di Capaccio Rosario Pingaro di ripubblicare i disegni della Paestum Minore e al Sindaco Gaetano Paolino di intitolare presto una delle nostre strade a chi ha amato e fatto tanto per il nostro territorio.
Lo facciamo?

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