di Domenico Cavallo
Un tempo credevo che bastasse l’impegno per dimostrare che un altro mondo è possibile. Oggi comprendo che non esiste un solo mondo alternativo, ma molti mondi possibili, e che il nostro compito più nobile è proteggere la diversità in tutte le sue forme — anche quando fa male, anche quando significa accettare la sconfitta.
Viviamo spesso chiusi dentro piccoli mondi personali, che ai nostri occhi sembrano grandi e definitivi. Ma la realtà, come una pallina magica, ci rimbalza addosso. La lanci e sai che tornerà indietro, ma mai nello stesso modo. E forse è proprio questo il mistero più profondo dell’esistenza: la vita non segue un copione. Ci sorprende, ci trascina in luoghi mai visti, ci mette alla prova con gesti che non credevamo di saper compiere, e ci chiede di dare senza aspettarci nulla in cambio.
I mondi possibili non sono utopie lontane: sono intorno a noi. Spesso si manifestano in un borgo abbandonato che torna a vivere, in un fazzoletto di terra trasformato in orto, in una vecchia locandina che racconta storie dimenticate. Sono mondi che si possono abitare, cambiare, custodire. Mondi fragili, ma pieni di senso.
La vita non è mai solo ciò che abbiamo pianificato. È, piuttosto, tutto ciò che non ci aspettavamo. Accogliere questa incertezza significa tornare a sentire, tornare a scegliere, tornare a essere umani. E forse, nel farlo, daremo il nostro piccolo contributo a rendere questo presente più abitabile, più vero. Più nostro.
Arduino Fratarcangeli ROSCIGNOLI NEL MONDO
I Mondi Possibili e la Magia dell’Imprevedibile

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