di Domenico Cavallo
La gente ha perso il senso della misura sui social.
Non esistono più ragionamenti articolati sugli argomenti: tifoserie e volgarità hanno preso il sopravvento, sostituendo quel sano confronto che oggi, grazie ai social, sarebbe persino più facile rispetto al passato.
I social sono diventati lo spartiacque tra chi è tifoso e chi, invece, prova a condividere un’idea di società.
La facilità di scrivere dovrebbe offrire l’occasione per intervenire sul merito dei contenuti, non per partito preso, e ancor meno per difendere interessi personali camuffati da ideologie, spesso nascosti dietro bandiere della sinistra o di destra, senza dimenticare che la sinistra ha governato per molti anni e nominati manager e capi bastoni, sono solo più bravi ad indossare la mimetica.
La sinistra ha governato a lungo, ma oggi se ci troviamo in questo stato è anche per una gestione morale abbandonata, avallata da classi dirigenti senza meriti e senza visione.
La legge elettorale attuale non consente ai cittadini di eleggere realmente i propri rappresentanti: sono tutti nominati, e poi ratificati dalle urne. Una legge comoda a tutti, che mantiene posizioni di privilegio, alimenta un sistema di corruzione strutturato e rende tutto più debole, privo di anticorpi.
Oggi la corruzione non fa più scandalo, perché è ormai legittimata dalla società civile stessa, che partecipa al “ballo del qua qua” senza rendersi conto della deriva.
La volgarità è diventata un progetto di marketing: se vai in TV e non dichiari qualcosa di “forte”, non sei ben accetto. Servono divisioni, scandali, provocazioni per fare audience. Più porcheria fai, più visibilità ottieni.
È il mondo alla rovescia.
Questa sarà la nostra condanna: in TV tutto sembra lontano, irreale…
Ma siamo dentro lo stesso gioco.
E solo quando toccherà a noi, ci accorgeremo di aver partecipato al game over del pensiero.

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