di Domenico Cavallo
Capaccio Paestum non è solo l’ingresso naturale al Cilento e agli Alburni, ma rappresenta un cuore pulsante di storia, cultura e futuro condiviso. Il Parco Archeologico di Paestum e Velia, già riconosciuto a livello mondiale, non è soltanto un grande attrattore turistico, ma una vera Capitale della Cultura, capace di raccontare al mondo un’identità antica, radicata, eppure sempre viva e attuale.
Oggi, Capaccio Paestum può candidarsi con forza a diventare hub del turismo lento e punto di riferimento internazionale per la Dieta Mediterranea, grazie alla rete dei piccoli musei distribuiti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Un modello di sviluppo sostenibile che valorizza il territorio, i saperi locali e la qualità della vita.
La sfida è chiara: fare di Capaccio Paestum la città del turismo consapevole, dove il passato dialoga con il presente e orienta il futuro, e dove ogni visitatore possa immergersi in un’esperienza autentica, fatta di bellezza, lentezza e comunità.
Il futuro del Cilento passa da qui, da una città che non solo custodisce il passato ma è pronta a guidare il cambiamento. E non è un caso: dove ci sono i Templi di Paestum, testimoni della grandezza della civiltà antica, deve nascere una nuova stagione di protagonismo culturale e territoriale.
Tocca oggi alla città culturale dare la spinta alla politica, non più il contrario. La visione, l’identità e il valore che Capaccio Paestum esprime devono diventare la leva per un progetto politico all’altezza delle sfide contemporanee. Capaccio Paestum può e deve essere la Capitale del Cilento, ponte tra storia e innovazione, identità e futuro.
Claudio Pignataro Tiziana D’Angelo

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