Scusate ma c’ero anch’io e mi stupisco che proprio due amici come voi che io reputo intelligenti e attenti abbiano registrato come favorevoli le osservazioni di Legambiente.
Il presidente di Legambiente Paestum, Pasquale Longo ha detto che Legambiente è favorevole agli impianti per trarre il gas dalle deiezioni ma VANNO FATTI BENE.
Chiaramente se vogliamo andare verso la riduzione dei combustibili fossili le rinnovabili sono l’unico percorso disponibile.
In più ha lamentato la mancata pubblicizzazione e la difficoltà di accedere agli elaborati progettuali per consentire la partecipazione della cittadinanza interessata.
Poi sono intervenuto io sottolineando che la localizzazione tra Parco archeologico, Sito di Interesse Comunitario Monte Sottano, Centro storico di Capaccio capoluogo e Parco Nazionale del Cilento sarebbe uno schiaffo al paesaggio.
Ho parlato della Vecchia Cilentana, una fra le più importanti della viabilità storica di Capaccio, unica strada che portava al Cilento, dove sin dall’anno 1000 si esigevano i dazi e presso la quale si teneva il mercato il giovedì, dei turisti che accompagno in escursione proprio su questo tragitto da Capodifiume passando per Giancesare e fino a Giungano, importante perché poco trafficata e panoramica essendo rialzata, che sarebbe oltraggiata da un impianto del genere.
E ho parlato del sabotaggio dell’Urbanistica, CHE DOVREBBE OCCUPARSI ANCHE DI QUESTO, da parte dei politici, a cominciare dal primo Programma di Fabbricazione del 1967 e fino all’attuale PUC in corso di approvazione.
Ho concluso con l’improrogabile necessità, PRIMA DI VALUTARE E APPROVARE OGNI ALTRO PROGETTO O IMPIANTO, di considerare lo stato di fatto, il numero e la localizzazione degli allevamenti esistenti, le aziende che sono già dotate di impianto privato, gli impianti conto terzi esistenti, e alla fine quantizzare il fabbisogno REALE di smaltimenti non solo per realizzare il biogas ma anche del digestato. Non sono entrato più nel tecnico – come la necessità di associare agli impianti di biogas anche bacini di biofitodepurazione per la parte liquida o tecnologie avanzate come lo “STRIPPING DELL’AMMONIACA” per non tediare gli astanti.
Ho detto con forza: SAPETE QUANTE BUFALE E VACCHE UFFICIALMENTE CI SONO A PAESTUM?
29.400 BUFALE E 2000 VACCHE. SONO PIU’ DI 31.000 BOVINI.
Le norme stabiliscono che ogni capo, in un territorio classificato come VULNERABILE dalla DIRETTIVA NITRATI on imposti limiti severi che richiedono per ogni capo 0,6 ettari di superficie agricola.
Che la Superficie Agricola Disponibile è di 626 ettari, e quindi il territorio di Capaccio Paestum dovrebbe ospitare al massimo 1043 BUFALE.
Ho detto che avevamo dimensione e localizzazione degli allevamenti e degli impianti, che l’optimum era di intubare le deiezioni localizzando impianti di piccola dimensione in posizione baricentrica rispetto ai grappoli di allevamenti ancora scoperti.
Tutto questo per arrivare alla conclusione che era necessario quindi, prima di valutare ulteriori singoli progetti o impianti, di sedersi e predisporre un PIANO GENERALE DI GESTIONE DEI REFLUI degli allevamenti, e che la sede più opportuna sarebbe stata proprio IL PIANO URBANISTICO PREVENTIVO in corso di approvazione, ma purtroppo sono stato inopportunamente e in malo modo interrotto da un vecchio amico che mi ha mancato di rispetto al punto che sono andato via arrabbiatissimo.
E comunque le osservazioni che faremo come Legambiente sia su questo progetto che sul PUC le potrete leggere perché saranno messe per iscritto.

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